giovedì, 14 maggio 2009 # 22:46
Ultimamente mi infastidisce la realtà, le pareti e gli oggetti mi invogliano a tendere la mano verso di loro, per controllare la distanza che me ne separa e verificarne la concretezza. Delle persone mi urta anche la prospettiva, vedere un essere umano di dimensioni ridotte solo perché è due metri più in là me lo fa percepire più inconcreto. Mi è sempre piaciuta la mia pelle chiara, con le vene verdastre in trasparenza, adesso a volte incontrare la mia immagine nello specchio o scorgere il biancore delle mie braccia con la coda dell'occhio mi rievoca le immagini dei racconti di Poe, dandomi l'impressione di vedermi morta. Lo scorso Venerdì l'analista mi ha spiegato perché non sembra preoccupata dalle mie crisi d'ansia: non ho crisi d'ansia, sono solo ansiosa. Nel momento in cui una situazione ed il più banale stato d'animo mi diventano stretti, tutti quei piccoli disturbi che si avvertono quotidianamente nella mia testa si amplificano e si moltiplicano, fino a divenire sintomi, quando si tratta di opprimente claustrofobia. La paura che uscire fuori, da una situazione, una persona, un luogo, mi faccia sentire peggio mi spinge a rinchiudermi maggiormente, cercando però aiuto all'esterno, nella speranza che qualcuno allarmato dai miei sintomi venga a rinchiudersi con me.
By oscurabimbilla
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